trend della ristorazione insetti come proteine animali

Hai mai sentito parlare di entomofagia umana? O semplicemente dell’uso di mangiare insetti regolarmente? Dopo l’expo di Milano 2015, l’argomento è diventato sempre più popolare, tanto che in Europa, dove l’iniziativa è stata presa dall’Olanda, si va diffondendo l’uso di integrare il proprio regime alimentare con gli insetti, secondo una consuetudine diffusa in diverse aree del pianeta fin dai tempi più antichi.

 

Mangiare gli insetti è la cosa più naturale del mondo… o quasi

 

Nel nostro paese le resistenze culturali che ostacolano la diffusione di una simile abitudine alimentare sono forti, e al momento il regolamento europeo del 1 gennaio 2018, che ha approvato la commercializzazione e la produzione di insetti per il consumo umano, non vede muoversi dall’Italia alcuna richiesta.

Al contrario di quanto avviene qui, il mondo è pieno di mangiatori di insetti: in America Latina si mangiano scorpioni, tarantole e formiche, in Africa le termiti alate vengono mescolate alla pasta del pane, in Oceania gli aborigeni introducono nella loro dieta formiche e larve. Le larve di vespa bollite sono una specialità delle Alpi giapponesi, e i mercati della Thailandia sono pieni di millepiedi, formiche rosse, farfalle, larve, scorpioni, usati sia in cucina che per snack dolci o salati.

Anche noi occidentali mangiamo moltissimi insetti senza rendercene conto: si parla di consumo inconsapevole nei casi degli alimenti industriali di cui ci nutriamo, contenenti frammenti di larve e uova, la cui quantità massima tollerata è regolamentata da apposite leggi. In Europa l’Olanda è seguita a ruota da Germania, Belgio e Francia, mentre in Italia una serie di resistenze culturali e di problematiche tecniche fanno sì che la produzione di insetti sia destinata soltanto a quella dei mangimi.

Sono diverse le ragioni del consumo umano di insetti nel mondo. Si parte da motivi di sussistenza, per le tribù di cacciatori e raccoglitori, che li considerano una risorsa fin dall’antichità, al fatto che ormai si tratta di tradizioni locali che hanno visto fare della necessità creatività. Il Mezcal col verme messicano e gli snack di grilli thailandesi sono solo due tra gli esempi più noti. Che siano o meno maturi i tempi quindi, i dati a livello mondiale parlano chiaro: quando non ci sarà più spazio per l'allevamento intensivo, sarà necessario trovare proteine animali alternative.

 

Gli insetti come cibo del futuro sono una necessità

 

All’Expo di Milano del 2015 si è parlato chiaro: le previsioni indicano che nel 2050 la terrà ospiterà una popolazione umana di 9 miliardi, e per mantenerci tutti bisognerebbe che l’agricoltura aumentasse del 60%. Pura utopia considerato che già al momento attuale la situazione è precaria.

Da qui, la prospettiva che vede nell’allevamento e nel consumo di insetti la soluzione accessibile e sostenibile che possa garantire un futuro alle nuove generazioni. Molti di noi storcono il naso anche soltanto a leggerne, qualcuno più curioso si chiede invece che sapore possano avere.

Il dubbio quindi è questo: saranno anche il cibo del futuro… ma sono anche buoni?

 

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